La chirurgia articolare rappresenta uno degli ambiti principali dell’ortopedia veterinaria, fondamentale per il trattamento delle patologie che compromettono la funzionalità articolare nel cane e nel gatto.
👉 Ogni intervento viene pianificato in modo personalizzato, con l’obiettivo di ripristinare stabilità, ridurre il dolore e garantire un recupero funzionale ottimale.
Il legamento crociato craniale (CrCL) è una importante struttura del ginocchio del cane che unisce femore e tibia garantendo stabilità durante i movimenti articolari.
La lesione d del CrCL è molto comune ed è causata principalmente da processi degenerativi intrinseci del legamento stesso che nel tempo lo indeboliscono. Altre cause includono eventi traumatici, obesità, anomalie di conformazione anatomica, e tutte le patologie che possono causare processi infiammatori dell'articolazione del ginocchio. Le razze di cane di taglia grande e gigante sono maggiormente predisposte alla lesione del CrCL.
Nel momento in cui il legamento si rompe si innesca una instabilità articolare caratterizzata dallo slittamento craniale della tibia rispetto al femore. Questo movimento patologico tra le due superfici articolari causa a sua volta un'infiammazione dell'articolazione e dolore. Il principale sintomo clinico è una zoppia improvvisa, minimamente responsiva al trattamento farmacologico. La diagnosi è confermata da specifiche manovre cliniche che dimostrano l'instabilità articolare. Tuttavia, proiezioni radiografiche ortogonali del ginocchio sono fondamentali per avere conferma della dislocazione craniale della tibia, oltre che per pianificare il trattamento chirurgico.
Il trattamento chirurgico di prima scelta per la lesione del CrCL è "l'osteotomia di livellamento del piatto della tibia (TPLO)".
La lussazione della rotula è una patologia molto comune nei cani di piccola taglia che si sviluppa già durante i primi mesi di crescita. La patologia è principalmente causata da difetti di allineamento dell'arto posteriore i quali determinano la dislocazione della rotula che non riesce a scorrere correttamente in un apposito solco sul femore. Scivolando fuori questo solco determina un'alterazione dei movimenti articolari del ginocchio.
Nei casi più lievi si osserva una zoppia occasionale di brevissima durata. Nei casi più gravi la zoppia è persistente. La patologia ha una natura del tutto meccanica e nelle fasi iniziale si associa solo ad un fastidio nel momento in cui la rotula disloca, tuttavia questo movimento patologico nel tempo causa una degenerazione irreversibile della cartilagine fino all'erosione della stessa innescando importanti processi infiammatori e dolore. La lussazione di rotula cronica è anche un fattore predisponente alla rottura del legamento crociato craniale.
La diagnosi è principalmente clinica, dove si può palpare la lussazione della rotula durante la manipolazione. L'esame radiografico è fondamentale per identificare le anomalie anatomiche che hanno determinato la patologia e pianificare il più adeguato intervento chirurgico.
Il trattamento chirurgico mira a stabilizzare la rotula nella sua posizione naturale. Tuttavia a causa della diversità delle alterazioni alla base della patologia esistono varie tecniche chirurgiche ed ogni caso va individualmente pianificato. Si va dal semplice approfondimento del solco, alla trasposizione della cresta della tibia, fino ad arrivare a complessi interventi di allineamento dell'arto posteriore o di protesi di troclea.
La displasia del gomito comprende un insieme di patologie dello sviluppo che interessano l’articolazione del gomito, causando dolore, zoppia e degenerazione articolare precoce. È frequente nei cani in accrescimento e può evolvere rapidamente se non trattata.
Il trattamento dipende dalla specifica lesione (FCP, UAP, OCD) e può prevedere chirurgia mini-invasiva (artroscopia) per l'ispezione articolare e la rimozione di frammenti, e osteotomie dinamiche di ulna per correggere l'incongruenza articolare.
Complessi interventi di allineamento, come la SHO (Sliding Humeral Osteotomy) e la PAUL (Proximal Abducting Ulnar Osteotomy), possono essere eseguiti sui soggetti adulti, per ridurre il carico meccanico del comparto mediale del gomito e ridurre il dolore articolare.
La displasia dell’anca è una patologia ortopedica dello sviluppo che colpisce l’articolazione coxo-femorale del cane. È caratterizzata da una incongruenza tra la testa del femore e l’acetabolo, che porta nel tempo a instabilità articolare e degenerazione artrosica.
Si tratta di una condizione multifattoriale, con una forte componente genetica, influenzata anche da fattori ambientali come crescita rapida, alimentazione ed attività fisica non adeguata nei soggetti giovani.
Si manifesta con zoppia, rigidità e difficoltà nel movimento, soprattutto nei cani giovani o di taglia medio-grande.
La diagnosi si basa su visita ortopedica e indagini radiografiche specifiche, eventualmente integrate da esami più avanzati. Un’identificazione precoce è fondamentale per impostare il corretto percorso terapeutico.
Il trattamento varia in base all’età e alla gravità: può includere gestione conservativa nei casi lievi, fino a interventi chirurgici come la sinfisiodesi (JPS), le osteotomie pelviche (DPO, Duplie Osteotomia Pelvica) o la protesi totale d’anca (THR) nei casi più avanzati.
L’artrodesi è un intervento chirurgico che consiste nella fusione definitiva di un’articolazione danneggiata, al fine di eliminare il dolore cronico e ripristinare la stabilità dell’arto.
Viene indicata nei casi di artrosi grave, traumi irreparabili, instabilità articolare o quando altre soluzioni non sono più efficaci.
Durante l’intervento, le superfici articolari vengono stabilizzate con placche e viti, permettendo alle ossa di fondersi in un’unica struttura rigida e indolore.
Grazie all’artrodesi, l’animale perde la mobilità di quell’articolazione ma recupera una andatura stabile e senza dolore, tornando a muoversi con maggiore comfort e qualità di vita.